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Storia, relazioni, collaborazioni, principali attività e servizi di un centro al … …centro di una sinergica rete territoriale.

di C. Brunelli,Istituto Interfacoltà di Geografia ,Università degli Studi "Carlo Bo" Urbino

1. La storia.

Il Centro di Ricerca E Mediazione Interculturale fanese c.r.e.m.i. è, ubicato all’interno dei locali dell’Assessorato ai Servizi Educativi della città e da quest’anno coordinato dai responsabili del laboratorio territoriale “Città dei Bambini”.

La crescente presenza di alunni stranieri nelle scuole, il desiderio di  migliorarne l'inserimento con programmi di accoglienza valorizzanti la cultura d'origine e di acquisizione di quella ospitante, stanno alla base delle motivazioni che legittimano la nascita di questa struttura.

 Il c.r.e.m.i. oltre a promuovere la conoscenza reciproca di usi, lingue e costumi, si propone di creare condizioni formative aperte al confronto, aiutando autoctoni e stranieri a superare le difficoltà di comunicazione e coadiuvando le famiglie di questi ultimi nel rapporto con le istituzioni locali.

 Nato formalmente nel 2003 da un accordo interistituzionale tra Regione Marche - “Centro regionale per l’infanzia l’adolescenza ed i giovani “ e Comune di Fano, la genesi del c.r.e.m.i. affonda, però, le sue radici in una molteplicità di azioni promosse sin dai primi anni Novanta dalle amministrazioni del territorio ed è dunque espressione della loro particolare sensibilità nei confronti di inedite esigenze provenienti dal mutato contesto sociale.

Tra le iniziative interculturali propedeutiche l’istituzione del centro e preesistenti nella regione, vanno senz’altro menzionati i sistematici monitoraggi finalizzati a rilevare la presenza di stranieri nel territorio, l’implementazione di risorse finanziarie e umane destinate all’attuazione di progetti educativi sulla diversità e l’effettuazione di seminari di aggiornamento tenuti da esperti in materia.

Tuttavia, poiché le istituzioni sociali che, per ovvi motivi, hanno dovuto misurarsi maggiormente con le complessità derivanti dalla crescente multietnicità sono state quelle scolastiche, un ampio contingente di azioni è stato pensato e progettato per essere destinato ai docenti ed attuato proprio nelle scuole.

È questo anche il caso di Fano, dove la precoce messa in opera di iniziative interculturali ha creato i presupposti teorici e stabilito i principi di riferimento per la nascita del c.r.e.m.i. stesso. Lo testimoniano i numerosi progetti sostenuti e le tante attività attuate dai Servizi Educativi della città, tra cui spicca quella della messa a disposizione delle scuole di animatori esperti in attività musicali, ludiche, drammatico-espressive, manipolative, artistiche e di lingua straniera, con il compito di inserirsi nel lavoro curricolare ed extracurricolare delle classi, potenziandone tutte le sollecitazioni interculturali.

L’idea ha tratto spunto dalla convinzione che l’insegnamento laboratoriale di linguaggi sconosciuti in ugual misura a tutti gli alunni – stranieri e non - consente una sorta di azzeramento delle conoscenze e pone ciascun allievo nella condizione di potersi esprimere liberamente, valorizzando personali abilità. L’utilizzo del laboratorio, il più delle volte attivato per portare a compimento un progetto comune – come la realizzazione di un pannello destinato ad ornare l’edificio scolastico, di scenografie di uno spettacolo, di costumi e oggetti scenici utili alla rappresentazione, di un coro in lingua straniera, ecc. -, era teso a valorizzare ulteriormente la capacità comunicativa tra i soggetti, consentendo il superamento degli ostacoli imposti dalla diversità della lingua, spezzando le dinamiche relazionali della classe e favorendo una valutazione dell’altro secondo criteri diversi da quelli tradizionali del profitto scolastico.

Nel dare pari dignità a tutti gli alunni, stranieri e nativi, gli enti fanesi proponenti delle attività davano così dimostrazione di aver individuato precocemente il senso autentico dell’intercultura e di saper dar vita ad una progettualità impostata secondo i canoni dello scambio arricchente e vicendevole.

Contestualmente alla pianificazione di tali interventi formativi – più specificatamente orientati in direzione interculturale - i Servizi Educativi e il laboratorio “Città dei Bambini” hanno elaborato progetti destinati ad approfondire più genericamente il concetto di diversità. Tali proposte non sono da considerarsi estranee all’attuazione del programma interculturale e, anzi, possono essere considerate complementari allo stesso, dal momento che il riconoscimento e il rispetto di ogni tipo di differenza - sia essa culturale, sociale, fisica o di altro genere - costituiscono fondamenti intrinseci dell’integrazione. 

Un’altra tappa rilevante nel processo di formazione del c.r.e.m.i. è stata l’emanazione della legge regionale n. 3 del 5/1/1994, che ha destinato finanziamenti agli emigrati marchigiani allo scopo di facilitarne il reinserimento nella regione al loro rientro dall’estero. In realtà la normativa è stata estesa in modo generale agli individui provenienti da altri territori stranieri, includendo, così anche il caso degli immigrati. Beneficiando di tali disponibilità economiche, gli enti del fanese hanno organizzato corsi di lingua italiana per stranieri e ciò ha permesso una drastica riduzione delle distanze con la realtà degli immigrati, nonché una conoscenza più puntuale delle loro difficoltà d’inserimento nella cultura dominante.

Sempre a metà degli anni Novanta veniva progressivamente delineandosi un’importante collaborazione con il centro interculturale c.o.m.e., ubicato a Milano e pertanto in una regione, quella lombarda, che per prima in Italia ha dovuto misurarsi con le complessità derivanti dall’alto indice di presenze straniere nel proprio territorio. Il contatto con questa realtà extraregionale si sostanziò nel 1999 con degli interventi di aggiornamento, di esperti in processi di integrazione e di intercultura, quali D.Demetrio e G.Favaro: le conferenze catalizzarono l’attenzione di educatori e insegnanti appartenenti a vari ordini di scuola.

Una svolta decisiva nella storia del c.r.e.m.i. si ebbe poi nel 2000, quando per una delibera di Giunta Comunale, tutte le attività autonomamente promosse dai Servizi Educativi confluirono in un disegno meglio definito, acquisendo un primo riconoscimento formale con l’istituzione di un Centro di Documentazione: tale formalizzazione suscitò l’interesse dell’Amministrazione Regionale, anch’essa da tempo implicata nella gestione della questione intercultuale.

Il definitivo passaggio a centro interculturale avvenne, però, nell’anno successivo e fu ratificato da alcuni assessori e funzionari marchigiani (regionali e comunali) referenti di strutture con intenti coerenti al problema dell’integrazione straniera. Durante l’incontro - al quale prese parte anche la stessa Favaro - vennero poste in evidenza le esperienze interculturali pregresse maturate nel territorio fanese, in particolar modo quelle degli animatori interculturali e dei progetti formativi realizzati nelle scuole.

L’infittirsi delle relazioni ha reso nel tempo possibile l’individuazione di una istituzione regionale interlocutrice del centro interculturale fanese, il Centro Regionale di Documentazione e Analisi per l'Infanzia e l'Adolescenza delle Marche; dalla convenzione tra il Comune di Fano e questa struttura regionale, con atto n. 336/2003, nasce, appunto, formalmente il c.r.e.m.i..                                                                                                                  

Gli ultimi anni di vita del centro sono stati segnati da una proliferazione di attività e di iniziative che se da un lato hanno mantenuto una soluzione di continuità con le esperienze pregresse, dall’altro hanno cercato sempre nuovi stimoli per migliorare la propria azione sul territorio, rendendola, possibilmente, sempre più efficace.

Rientra in questo spirito d’azione l’individuazione e la richiesta di collaborazione di genitori di alunni frequentanti le scuole dell’obbligo, provenienti dalle aree geografiche cui appartiene il contingente più cospicuo di immigrati presenti nei contesti classe. I genitori che hanno dichiarato la loro disponibilità a collaborare, sono stati investiti dal c.r.e.m.i. dell’importante ruolo di mediatori linguistici e culturali con il compito di affiancare l’inserimento di alunni stranieri e di intervenire in progetti scolastici interdisciplinari, favorendo il processo di conoscenza e di integrazione culturale reciproca.

Contestualmente all’azione di ampliamento del personale interno l’istituzione, in questi ultimi anni ha costantemente ricercato collaborazioni e relazioni con enti e associazioni territoriali con interessi interculturali, dimostrando di saper cogliere sempre nuove sollecitazioni e di crescere conservando un’impegnata attenzione nei confronti delle richieste provenienti dal territorio.

 

2. Le relazioni e collaborazioni della rete.

Proseguendo sempre animato dalle iniziali convinzioni e facendo continuamente riferimento agli originali principi, il c.r.e.m.i. ha attualmente implementato e meglio strutturato la sua azione, e la recente coordinazione della struttura appannaggio del laboratorio “Città dei Bambini” non rappresenta che un’ulteriore occasione per potenziare ancora di più la propria attività.

Nel processo di maturazione e di definizione del centro un ruolo di grande importanza l’hanno avuto le collaborazioni e le convenzioni che il c.r.e.m.i. ha saputo stabilire con enti e associazioni territoriali a diverse scale (nazionale, regionale, locale) e a differenti livelli (ricerca, scambi di iniziative e di progetti, pubblicazioni, ecc.).

A livello nazionale il c.r.e.m.i. è in comunicazione costante con tutti gli altri centri interculturali che si sono formati nel territorio italiano e, in particolar modo, intrattiene stretti contatti con il centro c.o.m.e., capofila italiano e punto di riferimento per la sperimentazione di nuovi modelli educativi, nonché per la pubblicazione dei materiali prodotti. Una rete telematica unisce, inoltre, tutti i centri interculturali presenti nella penisola, i cui operatori, responsabili ed esperti si incontrano annualmente in convegni nazionali finalizzati allo scambio di esperienze e alla riflessione teorica.

Analoghi momenti di confronto costruttivo vengono organizzati in ambito regionale, livello territoriale in cui il centro fanese esplica con vigore la propria azione di coordinamento delle iniziative interculturali e che pertanto lo vede ampiamente interrelato con altri enti e istituzioni competenti. Oltre al già citato Centro Regionale di Documentazione e Analisi per l'Infanzia e l'Adolescenza delle Marche con cui organizza sistematicamente progetti a dimensione regionale e dal quale riceve costanti aggiornamenti legislativi o dati sull’immigrazione marchigiana, il c.r.e.m.i. collabora con l’Assessorato all’Istruzione e alle Politiche Sociali. Un’intesa, questa che consente tra l’altro la pubblicazione dei materiali prodotti, la loro divulgazione nel territorio e la partecipazione a progetti nazionali ed europei comuni. Rilevante è pure l’intenso scambio che il centro intrattiene con varie istituzioni marchigiane che si occupano di sviluppare ricerca nel territorio sulle tematiche e sulle questioni che ruotano attorno all’educazione interculturale. A tal proposito si considerino le collaborazioni con l’Istituto Regionale di Ricerca Educativa (IRRE), con la Direzione Scolastica Regionale (DSR) e con vari Enti di Ricerca dell’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, tra cui spicca quella con l’Istituto di Interfacoltà di Geografia, diretto da P. Persi.

Oltre all’individuazione e alla sperimentazione di innovativi modelli educativo-didattici e strategie educative, queste relazioni permettono l’organizzazione di importanti convegni e di giornate di studio che costituiscono preziose occasioni per l’avanzamento della ricerca in ambito interculturale.

Non meno rilevante la rete di enti che il c.r.e.m.i. gestisce a livello locale, ambito in cui ha maturato convenzioni con vari organizzazioni di volontariato, tra cui va indubbiamente posta in evidenza quella con l’Associazione MILLEVOCI, con l’ausilio della quale, oltre alla  catalogazione dei materiali e co-gestione della biblioteca multiculturale, il centro promuove corsi di lingua italiana per adulti stranieri.

Sempre nell’ambito territoriale locale il centro opera in costante contatto con le scuole di ogni ordine e grado, fornendo consulenza scientifica, supporto tecnico, messa a disposizione di risorse umane e materiali. Da ultimo, ma non per questo meno importante, va evidenziata la disponibilità che il c.r.e.m.i. dimostra nei confronti della popolazione residente, straniera e non, alla quale offre servizi di consulenza, di consultazione o prestito dei libri e delle riviste contenuti nella biblioteca

Principali attività e servizi.

Il c.r.e.m.i. opera nel territorio, dimostrando sensibilità ad accogliere ed interpretare i bisogni dei cittadini: all’interno del suo staff di lavoro compaiono individui con competenze e specializzazioni diverse. Tale presenza di figure appartenenti a diversi ambiti professionali garantisce vivacità nella pianificazione di percorsi mirati, di interventi sinergici, consentendo di mantenere costantemente ampia l’offerta dei servizi che il centro è in grado di offrire e varia la sua utenza.

Già citato in precedenza, il sostegno alle attività scolastiche rappresenta senz’altro l’attività più importante che il centro svolge nel territorio: essa spazia dalla consulenza scientifica, alla messa a disposizione di esperti coadiuvanti l’integrazione culturale e linguistica degli alunni stranieri, all’elaborazione di progetti interdisciplinari, alla pianificazione degli interventi di animatori e mediatori interculturali. Recentemente la collaborazione con le scuole ha trovato innovative modalità di espressione: grazie al contatto con gli Istituti di Ricerca Universitaria, il c.r.e.m.i ha attivato sperimentazioni laboratoriali sostenute dalla disciplina geografica qui intesa come efficace veicolo di interculturalità.

Altra rilevante attività è quella che ruota attorno alla catalogazione di testi, materiali e strumenti didattici: la biblioteca comprende volumi di vario argomento (storico, geografico, letterario) scritti in diverse lingue, oltre ad un ricco repertorio di materiale interculturale formativo ed informativo a disposizione per consultazione e prestito, utilizzabile dalle scuole o da quanti siano interessati.

Non meno importanti sono le già citate iniziative di studio, di aggiornamento e di confronto di esperienze che il c.r.e.m.i. attua in collaborazione con i soggetti facenti parte della rete territoriale. Di particolare rilievo sono stati i due convegni nazionali (Storie narrate e storia di sé – V incontro nazionale del C.I. – 10-11 ottobre 2002; Intercultura-Geografia-Formazione – Convegno Nazionale promosso dall’Istituto di Interfacoltà di Geografia dell’Università degli Studi "Carlo Bo" Urbino – 5,6,7 marzo 2004), gli incontri del ciclo “Ti racconto il mio paese…” e le mostre dell’Associazione ONG “Chiama l’Africa”. Di queste iniziative gli operatori ed esperti del centro e degli uffici regionali hanno curato la pubblicazione dei materiali e degli atti, che hanno poi provveduto a diffondere a livello locale e nazionale.

Accanto a questa azione prettamente sostenuta da intenti formativi vi è poi quella informativa che il c.r.e.m.i. esplica mediante incontri-dibattito destinati a genitori stranieri e finalizzati a fornire indicazioni sull’organizzazione e sul funzionamento della scuola italiana: la partecipazione dei mediatori linguistici a questi momenti garantisce la trasmissione e la comprensione fedele delle informazioni.

Il servizio di sportello, infine, garantisce, tra le altre cose, un’informazione e una consulenza competente sulla normativa vigente per gli alunni stranieri, sempre utile a tutti gli operatori del settore educativo (docenti, operatori sociali, personale di segreteria, ecc).